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Verso la gestione unica. Sono previsti ingenti investimenti nei prossimi anni

Un territorio ricco d'acqua, attraversato da miriadi di torrenti e fossati: questa la geografia del territorio cremonese. Un territorio che fa dell'acqua un elemento essenziale. A valorizzarla pensa l'Ato, Autorità di ambito territoriale. «Oggi ci troviamo in una fase di transizione. Si sta vivendo il passaggio dalla precedente suddivisione in cui c'erano tante società e comuni preposti all'erogazione dell'acqua a una fase in cui ci saranno due soli soggetti, uno per la gestione e l'altro per l'erogazione» spiega Pieremilio Bergonzi, presidente dell'Ato. «Attualmente stiamo gestendo un percorso difficile. Se dal lato degli indirizzi, essi sono già stati dati dai sindaci, bisogna definire il contratto di servizio, ossia quel documento che legherà il gestore all'Ato. Si tratta di un impegno notevole in quanto si tratta di utilizzare normative molto articolate ». A che punto sono i lavori di trasformazione? «Sotto questo profilo siamo a buon punto. C'è un tavolo di lavoro, partito in ottobre, dedicato a questo, per mettere a confronto le varie realtà in gioco. Dovrà essere un percorso trentennale e dunque si tratta di un lavoro particolarmente complesso. Ora attendiamo che le società finiscano di effettuare i propri conferimenti nell'unico soggetto, che sarà Cremona Acque. Entro febbraio dovrebbe chiudersi il percorso almeno per quanto riguarda gli investimenti. L'intenzione mia e dell'Ato è che entro aprile, mese ultimo per completare l'operazione, si giunga a mettere la parola fine».

E sul fronte dell'erogazione?

«Sotto questo punto di vista è in discussione, presso l'apposita commissione regionale, una modifica della legge di riferimento a cui l'Ato deve attenersi, ossia quella che riguarda la suddivisione del servizio tra erogazione e gestione. Quindi, attualmente, dobbiamo rimanere in attesa».



Qual è stata l'attività dell'Ato in questi anni?



«A livello di territorio, tramite la raccolta di fondi, non è mai venuto meno il sostegno a numerosi progetti. Proprio in questi mesi, infatti, stiamo iniziando tutta una serie di interventi che riguardano i depuratori nei paesi che ne erano ancora privi. Alltri interventi si riferiscono ad alcuni rami di acquedotto che sono necessari al Cremasco e al Soncinese. Da quando l'Ato ha iniziato ad operare, solo per il segmento acquedotti e fognature c'è stato un forte incremento del numero degli abitanti serviti ».



per quanto riguarda il presente, ma cosa si prevede in fututo?



«Per i prossimi 30 anni sono previsti investimenti per 560 milioni di euro, con un'incidenza di circa 7-8 milioni ogni anno. Una somma notevole che permetterà di effettuare notevoli interventi. Entro il 2011 abbiamo in calendario di completare il collegamento acquedottistico e fognario su tutto il territorioin modo da avere una rete omogenea. Il lavoro è immane perché si interviene in una situazione in cui c'erano diverse realtà frammentarie e parziali. L'importante ora è non lasciare indietro nessuno, e portare tutto il territorio allo stesso livello di qualità. Un livello ottimo, peraltro». L'acqua, un bene sempre più prezioso... «E' infatti importante che cambi la mentalità in questo settore. Bisogna che nasca la coscienza di utilizzare l'acqua potabilizzata in modo oculato, e senza sprechi. Tanto per fare un'esempio, non va usata per irrigare i campi, nè sprecata quando la si usa per lavare l'auto, e non bisogna tenere aperto il rubinetto quando non serve. Gli sprechi non sono mai opportuni, senza contare che portano a costi eccessivi». Tratto da http://www.ilpiccologiornale.it/